Home
Presentazione
Biografia
Pentagono della Sicurezza
Don Nicola con Noi
OMELIE Leggi
OMELIE AUDIO
Grazie Don Nicola
OMELIA Esequie
Ricordo Don Nicola
Catechesi sul Dolore
Contattaci
Scrivi un Messaggio
Collegamenti Web
Area Riservata
Cerca
51 Domenica 28^ Tempo Ordinario (Il vestito non adatto) rif. al 09/10/11 PDF Stampa E-mail
                  Ventottesima Domenica del T.O. 

 Dal Vangelo secondo Matteo (22, 1-10)

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali».
Parola del Signore
 

                          Il vestito non adatto per il banchetto   

Il profeta Isaia nella prima lettura  ci presenta  il panorama della convocazione  di tutta l’umanità al banchetto che Dio prepara per tutti gli uomini . Un banchetto  dove la tavola è abbondantemente imbandita  e va d’accordo con il Vangelo che ci parla delle nozze  e dell’uomo che a quelle nozze era andato senza il vestito  adatto per l’occasione. Domenica scorsa noi avevamo  parlato della figura della vigna e dei vignaioli  negligenti ai quali veniva tolta la vigna per darla ad altri che la facessero fruttificare. Dichiarava così Gesù  che la missione di Israele  era finita perché Israele non era stato fedele, non aveva voluto accettare  il piano di Dio per la salvezza dell’umanità. Doveva essere la culla, il nucleo centrale attorno al quale, con il Cristo Figlio di Dio, l’umanità si sarebbe dovuta  raccogliere. Ma qui è stato tutto il popolo ebraico a perdere la missione, che aveva come comunità e come comunità l’ha persa. Invece nel Vangelo di oggi si tratta solo di un individuo. La riflessione è allora a livello personale. Un individuo invitato che non si presenta con il vestito  dovuto; gli altri ammessi  invece sono in regola. Ebbene questo, fratelli e sorelle, ci fa pensare alla nostra situazione personale. Può succedere ad ognuno di noi. Siamo stati chiamati, convocati con gli altri e ci dobbiamo presentare  con un vestito adatto, ma molte volte ci presentiamo con  il nostro vestito, quello che noi crediamo vestito adatto,  che però non corrisponde all’occasione. Vogliamo uscire  dai paragoni,  ebbene cos’è questo vestito? Fratelli e sorelle  questo vestito è la forma personale che io ho di pensare il cristianesimo: quel cristianesimo “fai da te” del credo si però “a modo mio”, del “so pregare anch’io a modo mio”.  Quella  specie di “bricolage” della fede cristiana,  della  risposta che si dà “si credo, ma non pratico”;  il cristianesimo di chi dice: “beh!  insomma siamo nel terzo millennio dopo Cristo, sono evoluti i tempi. Ma come mai la Chiesa non si aggiorna in materia sessuale, come mai è così dura su certe posizioni?” Il cristianesimo di coloro che vorrebbero che la Chiesa fosse una ONG, ossia un organizzazione non governativa, una ONLUS  senza spirito di lucro ma per attività sociale . Una organizzazione che curasse l’assistenza  sociale, che controllasse l’etica degli altri, specialmente i primitivi,  affinché  non alzino la testa e non  intervengano alla difesa dei propri diritti. Un cristianesimo che vede la Chiesa come la Croce Rossa. Una Croce Rossa universale del bene spirituale, ma che  non si presenti mai al mondo come mistero di Dio che si rivela  tra di noi: questo no, questo  non ha niente a che vedere. Invece, fratelli e sorelle,  la Chiesa ha come missione proprio quella di unire tutti gli uomini nella verità e nell’amore dell’unico Dio.  L’unione degli uomini tra di loro e con la Comunità Trinitaria,  Padre - Figlio -  Spirito Santo. Ebbene, nell’attuale situazione  come si strutturano le cose?  E si, fratelli e sorelle, la Chiesa non è più come una volta nei cosiddetti regimi di cristianità,  quando i principi del Vangelo incidevano nella  struttura  stessa della vita civile dei popoli:  le confraternite degli artigiani, le misericordie nel sociale per coloro che avevano  bisogno di servizi sociali,  le feste  liturgiche che  gestivano anche civilmente  i tempi, le prime scuole attorno alle cattedrali,  le prime università  fondate, i primi ospedali, ecc. Oggi no ! Oggi l’unione degli uomini si fonda sui sindacati, sui gruppi economici, sui partiti politici, sui club,  sui gruppi di tifosi,  sulle organizzazioni  sportive,  sulla globalizzazione  che  è il livello internazionale,  nell’Onu, nella Nato,  nelle grandi unioni di paesi per i loro interessi economici. Ebbene, in questo ambiente che non è più di cristianità  come prima, che ha avuto un cambio sostanziale, cosa deve fare la Chiesa per portare avanti questa missione ricevuta da Dio,  per unire gli uomini attorno a suo Figlio, fatto uomo, Gesù Cristo,  come  germe dell’umanità futura?  Ecco che lungo questi secoli della storia di ogni giorno, questo nucleo iniziale chiamato Chiesa  deve essere polo che attrae  attorno a sè coloro che gli stanno intorno nell’ambiente del lavoro, del tempo libero, nella famiglia, nelle strutture sociali, ecc. Per attirare a se questi uomini, qual è lo strumento da usare? Il cardinale Ratzinger, quando non era ancora Papa,  aveva detto che avevamo bisogno di cambiare  il tipo di evangelizzazione che è la cosa sostanziale.  E’ la testimonianza che provoca stupore,  ossia dobbiamo essere , come cristiani, capaci di far scattare  la frase che i pagani di Antiochia   dicevano dei primitivi cristiani: “Guardate come si vogliono bene!” E’ questo il vestito di nozze  che ci ammette al banchetto di Dio in questi anni del terzo millennio: l’ “agape”ossia l’amore fraterno in Cristo.  Così sia. 

Ultimo aggiornamento ( sabato 08 ottobre 2011 )
 
< Prec.   Pros. >