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47 Domenica 24^ Tempo Ordinario (Settanta volte sette non Ŕ 490) rif. all' 11/09/11 PDF Stampa E-mail

                         Ventiquattresima Domenica del T.O.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt  18,21-35)

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Parola del Signore
                                      

                                       Settanta volte sette 

 Simone, figlio di Giovanni, da Cristo soprannominato Pietro, aveva imparato,  studiando la legge ebraica la Torah, quella che si chiamava la legge del taglione, ossia a chi ti leva un dente levagliene tu un altro; a chi ti fa una ferita feriscilo tu ugualmente; ossia occhio per occhio dente per dente. Questa stessa legge era arrivata, tramite i rabbini, al tariffario nel quale si stabiliva quante volte si poteva o si doveva perdonare il fratello, la sorella, la moglie, i figli. Un tariffario differenziato da scuola a scuola rabbinica. Ecco perchè la domanda di Pietro al Signore Gesù. Come dire: “Caro rabbino Gesù,  la tua scuola quale tariffario utilizza per questo problema del perdono?”  Gesù gli rispose con una impostazione dove l’aritmetica nostra non funziona proprio.  Quando Pietro gli dice “dovrò perdonare 7 volte al mio fratello?”, come dire tantissime volte, Gesù  gli risponde con una frase che voleva essere esagerata,  che voleva far vedere la pochezza di Pietro.  “Dovrai perdonare settanta volte sette”,  ma  70 volte 7 per noi ,per la nostra aritmetica  e’ 490 volte. Non era questo che voleva dire Gesù . Essendo il numero 7 un numero simbolico nella cultura ebraica  voleva dire perdonare senza limiti. Sempre, come Dio che perdona tutto, qualsiasi peccato. Come Dio che perdona tutti, qualsiasi persona. Come Dio che perdona sempre in qualsiasi circostanza, non dice mai di no. Unica condizione è quella che il peccatore voglia essere perdonato e che, per essere perdonato, senta  pentimento nella profondità del proprio cuore, che rinneghi il peccato commesso e decida di evitarlo con sincerità in futuro. Ecco, fratelli e sorelle,  l’impostazione del fatto evangelico di oggi. I Farisei l’avevano capito molto bene e avevano capito che questo Signore Gesù quando diceva “vai in pace” e “i tuoi peccati ti sono perdonati” esercitava un potere infinito, il potere di perdonare i peccati che appartiene soltanto a Dio. Solo Dio può perdonare i peccati e perciò quando Gesù  diceva a qualcuno, dopo averlo curato sia dal male esterno ( la malattia ) sia dal male interno (il peccato) “ i tuoi peccati ti sono stati perdonati vai in pace non peccare più”, esercitava un potere divino. Allora i Farisei riuniti con gli altri avversari di Gesù, i Sadducei, gli Zeloti ed altri decisero di eliminarlo perché  lui si era dichiarato Dio. I Farisei e  i personaggi cultori della legge ebraica  sapevano perfettamente bene che solo Dio era colui che  aveva la competenza per perdonare i peccati. Se uno qualsiasi diceva una simile frase, per loro era una bestemmia e perciò chi la pronunciava era degno  di morte . Il perdono dato da Dio è  un vero miracolo e solo lui lo può fare. Come mai è un vero miracolo perdonare i peccati ? Perchè noi non abbiamo idea di che cosa sia il peccato. Il peccato è la vera distruzione, l’annichilimento della vita divina in noi, ci rende praticamente dei cadaveri e perciò il perdonare è ridare una  vita nuova, è un rigenerare. Rigenerare e ridare la vita è, specialmente in campo spirituale, solamente un potere divino e questo lo può fare solo Dio.  Ecco allora che Gesù  si era dichiarato Dio.  Allora come mai ci si chiede di dover perdonare coloro che ci offendono? Fratelli e sorelle il nostro perdono non può essere evidentemente il miracolo che Dio fa a coloro che si pentono, ridando a loro la vita. Noi non possiamo ridare la vita divina, è Dio che perdona, è Dio che ridà la vita, noi siamo solamente mezzi . Ad esempio nel sacramento della Riconciliazione è Dio che perdona,  noi siamo i tramiti. Però  bisogna capire cosa è il peccato. Capire! Anche qui c’è un mistero: il peccato è la distruzione totale assoluta della vita divina in noi e perciò il riconciliarsi con Dio è proprio  fatto da Dio mediante Cristo. Il nostro perdono non può essere come quello di Cristo,  come quello di Dio; deve essere semplicemente un lasciar cadere,  un dimenticare,  un non prendere in considerazione l’offesa ricevuta, un continuare a comportarci con il nostro prossimo come se nulla fosse accaduto e pregare per coloro che ci hanno offeso. Fare del bene a loro è raccomandarli a Dio. E’tutto lì il problema. Orbene, il perdono realizzato nei secoli dai cristiani ci dice che questo è possibile, anche se è terribilmente difficile. Pensiamo per esempio a Santa Rita da Cascia, che perdona l’assassino di suo marito, e poi tantissimi altri  che hanno perdonato i loro massacratori,  i loro carnefici ripetendo la stessa frase di Gesù: “Perdonali,  Signore, perché non sanno quel che fanno”. Ebbene, fratelli e sorelle, la dottrina di Cristo sul perdono è una delle caratteristiche più vistose del messaggio di Gesù . L’esempio di molti cristiani ha inciso profondamente sulla storia dell’umanità . Se oggi gran parte dell’umanità parla di pace, di disarmo,  di dialogo, di soluzioni pacifiche mediante le conversazioni, le contrattazioni nelle controversie internazionali quando tanta gente parla dei diritti dell’uomo e della donna, della cooperazione con chi può di meno e con chi è più debole, l’aiuto umanitario, ecc.; tutte queste cose bisogna riconoscere che sono frutto dell’ influsso del cristianesimo. Specialmente nell’occidente dove ha avuto una presenza notevole. Però evidentemente, fratelli e sorelle, purtroppo questo non sempre succede, non è da tutti. Ricordo che nel  film “il Padrino” mi ha colpito molto una frase che ho  sentito da uno dei mafiosi che predicava e diceva che  come principio fondamentale della famiglia mafiosa la vendetta è tutto.  Fratelli e sorelle cristiani, trattandosi di una dottrina così radicale che ti impone di amare i tuoi nemici,  di pregare per chi ti fa  del male,  di far del bene a chi ti ha maltrattato esige un rapporto personalissimo, intimo con il Cristo che arriva a permeare  l’esistenza della tua anima nella percentuale più alta possibile per poter poi attuare. Però purtroppo molti, troppi cristiani non sono d’esempio in questo campo. Contese, diverbi,spaccature,guerre,stragi, industrie della guerra e della morte, imperialismo culturale, sfruttamento di ogni  genere e di ogni tipo sono all’ordine del giorno. Non abbiamo veramente, come cristiani, dato un esempio molto luminoso, molto forte nella storia del mondo.  Ricordiamoci che il liberatore dell’India, Gandhi, diceva: “Ma come posso diventare cristiano se mi si presenta una mezza dozzina di messaggeri che si dicono portatori di Cristo e della verità,  ma si odiano cordialmente tra di loro comportandosi come nemici ?” Eppure fratelli e sorelle, l’unica cosa che può veramente spezzare la spirale della violenza e dell’odio che esigono sempre la vendetta  dell’occhio per occhio, del dente per dente e della bomba per la bomba, è solo l’amore che perdona. L’amore che come quello di Cristo sa dire “ Padre perdona loro perchè non sanno cosa fanno”. Fratelli e sorelle come fare? Che debbo fare in un mondo simile? Innanzitutto  non debbo rinchiudermi nel pessimismo dicendo: “tanto qui non c’è nulla da fare, non posso influire sulla marcia del mondo”. Certo sono ben poca cosa, però devo ricordare ciò che dice Isaia (cap. 3 vers.15): “l’ abbandono confidente in Dio è la nostra forza”. E’ la nostra fede che ci mette nelle mani di Dio, che ci fa affidare  pienamente a Lui e ci  fa fidare pienamente di Lui; questa fede è quella che vince il mondo. Questa è la fede  che vince il mondo, come dice la lettera di Giovanni  (cfr.1 Giov.5,4), ed è Dio che con la sua onnipotenza e infinita bontà orienta ogni cosa verso la salvezza per il bene di tutti coloro che lo cercano(cfr. Rom. 8,28). E’ la sua forza  quella che salva il mondo. Chi ha in sè questo vero intimo rapporto con il Padre attraverso l’amore di Gesù Cristo, nella forza  dello Spirito infinito d’amore  che è lo Spirito Santo, potrà essere costruttore di pace, di perdono, di riconciliazione nella sua piccola cerchia familiare, scolastica, di azione sociale, lavorativa, culturale, diventando poi irradiazione di perdono e di comprensione.  Pensate un pò se tutti i cristiani fossimo, ognuno di noi nel piccolo campo dove ci tocca attuare, polo di concentrazione, centro di perdono, di comprensione e di misericordia, il panorama allora  cambierebbe notevolmente. Così a poco a poco a macchia d’olio la pace, frutto dell’amore che perdona, estenderebbe il suo dominio sempre e dovunque .Questo e’ un  nostro irrinunciabile dovere di cristiani. Facciamolo fratelli ! Così sia.   

Ultimo aggiornamento ( venerdý 09 settembre 2011 )
 
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