Home
Presentazione
Biografia
Pentagono della Sicurezza
Don Nicola con Noi
OMELIE Leggi
OMELIE AUDIO
Grazie Don Nicola
OMELIA Esequie
Ricordo Don Nicola
Catechesi sul Dolore
Contattaci
Scrivi un Messaggio
Collegamenti Web
Area Riservata
Cerca
39 Domenica 17^ Tempo Ordinario (Il Regno dei cieli Ŕ simile a.....) rif. al 24/07/11 PDF Stampa E-mail

Diciassettesima Domenica del T.O.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-52)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Parola del Signore.

                          “Il regno dei cieli è simile a….” 

 Carissimi amici , fratelli e sorelle in Cristo, l’insistenza di Gesù oggi, nel brano del Vangelo che la liturgia propone, ci obbliga a riflettere molto seriamente. Il Signore Gesù dice: “A che cosa paragonerò il regno dei cieli? Lo paragonerò a un seme che messo nella terra…., a una rete gettata nel mare che raccoglie tutti i pesci, ecc.. A che cosa paragonerò il regno dei cieli? Lo paragonerò a una donna che ha messo un poco di lievito in alcune misure di farina per farla fermentare, ecc…”. E così moltissime altre volte il Cristo Gesù dice :” Il regno dei cieli è simile a…. ecc.”  Perché  questa molteplicità di paragoni? Perché si tratta di spiegare un mistero: un mistero che non può essere spiegato se non mediante approcci parziali che fanno intravedere qualche idea , qualche sfumatura, di che cosa sia il mistero in questione. In questo caso il mistero del regno di Dio. Ma per poter arrivare a queste sfumature, per poter capire questo, subito dopo dice il Signore Gesù : “Convertitevi e accettate il Vangelo”. Convertirsi vuol dire cambiare maniera di pensare , cambiate i vostri pensieri. Perché? Perché Gesù si era trovato di fronte agli Ebrei a proporre loro il regno di Dio , ma gli Ebrei si erano formati una loro mentalità circa il regno di Dio. Perché, vedete, a partire da Abramo Dio aveva promesso la formazione di un popolo eletto nella discendenza di Abramo, ci sarebbe stato un regno che non avrebbe avuto fine, Isaia parlava della centralità di Gesù , “Rallegrati città di Gerusalemme perché da tutte le parti arrivano a te, carovane di dromedari, cammelli carichi d’ori e regali per il re”. E perciò poco a poco questi Ebrei si erano formati del regno di Dio il concetto di una struttura politica. Difatti quando Cristo moltiplicò i pani vollero farlo re, e il Cristo  si occultò dalla loro presenza. Di fronte a Pilato, Gesù disse : “Il mio regno non è di questo mondo “ e poi aveva detto: “Il regno di Dio è tra di voi”, ecc. Ebbene , fratelli e sorelle, questi Ebrei, non tutti e anzi ben pochi, accettarono l’impostazione del regno di Dio in un aspetto veramente spirituale come voleva il Signore. E la Chiesa dei primi secoli, fino all’anno 313, si comportò come seme, lievito, rete , come inizio che doveva crescere, fino all’anno 313, anno in cui l’editto di Costantino le aprì le porte e la fece diventare una religione libera come tutte le altre. Però in quei secoli era già cominciata la corruzione dell’impero, la calata dei barbari sulle frontiere dell’impero, i popoli germanici, slavi, affluivano, venivano e spingevano per poter vivere anche loro dei benefici che l’impero offriva, ma l’impero stava cadendo a pezzi. L’unica cosa che rimaneva in piedi come struttura solida era la Chiesa. Allora ecco che i capi di questi popoli si appoggiarono alla Chiesa, vollero avere dalla parte loro la sicurezza della Chiesa.  E molti di essi si convertirono, e con la loro conversione si convertirono anche i loro popoli e si stabilì il principio che la religione dei popoli è la stessa la religione dei loro capi. E cominciò una collaborazione tra la Chiesa e i governanti di queste nazioni che stavano crescendo e queste nazioni si strutturarono su alcuni principi evangelici, ma soprattutto sulle formalità esterne, le feste annuali, le partecipazioni liturgiche, le benedizioni, le consacrazioni dei re, di modo che praticamente trono e altare si davano la mano e si aiutavano l’un l’altro, e questo fu chiamato il “Regime di Cristianità”. Però presto cominciò la rottura dell’unità della Chiesa: prima con la separazione degli orientali, poi nel 1500 i luterani, gli anglicani, gli evangelici, i riformati ecc.. Dopo di loro venne l’illuminismo dove si volle far predominare la ragione sulla fede, seguito dal razionalismo delle filosofie tedesche e dall’illuminismo delle scienze, della rivoluzione industriale , che mobilitò masse operaie che cominciavano a esigere i loro diritti. Questo sistema di cristianità cominciò a vacillare e a sgretolarsi finchè non crollò definitivamente in tante parti del mondo. Ed oggi qual è la situazione? Oggi dobbiamo vedere questo: fratelli e sorelle nonostante tutta questa storia, c’è rimasto un filone profondo circa il regno di Dio che più realisticamente spiritualista si conservò. Di fatti il libro secondo dell’Imitazione di Cristo svolge il tema: il regno di Dio è pace e gioia dello spirito.Pace: la pace esige da noi un rapporto pacifico con chi ci circonda  e con le cose che sono attorno a noi, e la gioia dello spirito è quella che sgorga dalla tranquillità interna, dall’amicizia con Dio. Ma questo esige da noi tutti la conversione, il cambiamento, la maniera di pensare  nuova. Non possiamo più pensare di strutturare una nazione cosiddetta cristiana. Non è questo il regno di Dio. Nessuna struttura politica della società, nessuna organizzazione ecclesiastica è regno di Dio . E questo ce lo dice chiaramente il Concilio Vaticano II, la Chiesa è solamente inizio; il regno di Dio  si completerà quando Cristo tornando alla fine della storia prenderà questo cosiddetto regno di Cristo e lo presenterà al Padre, è allora che diventerà regno di Dio. Ma questo è basato precisamente sulla pace , sull’amore tra tutti gli uomini  e sulla gioia.   E poi il concetto delle icone che il Signore ha utilizzato oggi , il seme, la rete e il lievito, ci obbligano a pensare che questo regno di Dio, che ha inizio nella Chiesa, non è finito qui e ora nella Chiesa. Esige la nostra collaborazione , perché la Chiesa siamo noi.Allora io sono costruttore del regno di Dio? Esattamente, e proprio nel mio piccolo. E allora qui vorrei ricordarvi, e concludo, un aneddoto di Madre Teresa di Calcutta. Fu intervistata una volta da un giornalista il quale le disse:” Madre quello che fa lei è bellissimo, però è una goccia d’acqua in un oceano di miseria “. “ E’ proprio così “, disse Madre Teresa, “Io sono una goccia d’acqua in un oceano di miseria, ma attraverso quella goccia d’acqua voglio rifrangere l’amore di Dio, per far vedere a chi non può vedere, nelle sfumature, che è capace di percepire che Dio vuole bene all’umanità”. “Si, ma è sempre una goccia, una sola persona”. Ci pensò un poco Madre Teresa e poi domandò al giornalista : “ senta un po’, lei è credente?”,“Si, certo” rispose il giornalista, “ E allora siamo già in due gocce d’acqua”. E poi continuò “ Lei è sposato?” “ Si, si “, “Ah, allora vede? Convinca sua moglie e allora saremo già tre gocce d’acqua”. “Lei ha figli?” “ Si , ho tre figli” … “ Ah , e allora siamo già sei!”.Ed è così che a poco a poco, goccia a goccia, si formerà l’oceano che diventerà poi il regno di Dio , quando il Cristo tornerà alla fine del mondo.Così sia.

Ultimo aggiornamento ( giovedý 21 luglio 2011 )
 
< Prec.   Pros. >