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57 Domenica 34^ Tempo Ordinario (Cristo Re) rif. al 21/11/10 PDF Stampa E-mail

                  Trentaquattresima Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,35-43)

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

                                           Cristo Re

Carissimi amici, fratelli e sorelle in Cristo.Questa è l’ultima domenica dell’anno liturgico. In questa ultima domenica celebriamo il dogma di “Cristo re dell’universo”.Un proverbio spagnolo afferma che  le cose più comuni, si suppone che tutti le sappiano. Siccome di queste cose, supponendo che tutti le sappiano, non se ne parla , evidentemente la gente finisce per non conoscerle.Forse succede questo anche nel nostro campo spirituale-liturgico ! Vorrei riparare , almeno in piccola parte , a questa mancanza di spiegazione.  Così come nella società , le varie attività che svolgiamo come la vita sociale , lo sport, la finanza, l’agricoltura, la scuola hanno scadenze fisse, periodiche che iniziano e si prolungano per una dozzina di mesi e poi si concludono, così pure la nostra vita spirituale è stata articolata in anni dal punto di vista della liturgia. Abbiamo così l’anno sociale, l’anno sportivo e finanziario, il commerciale, l’anno agricolo ed anche l’anno liturgico. Oggi si conclude , con l’ultima domenica, il ciclo liturgico dell’anno A, celebrando la “regalità di Cristo”. Celebrare non è semplicemente ricordare ! Celebrare liturgicamente è un fatto misterioso, non visibile esternamente, che ci mette in comunicazione con la profonda sacralità di Dio. Venire a Messa non è assistere ad uno spettacolo! Celebrare liturgicamente è un livello diversissimo, profondo, misterioso di contatto vitale con la sacralità di Dio nel determinato evento liturgico che quel giorno si esegue.Oggi celebriamo il dogma della “regalità di Cristo”. La parola “dogma” , se consultiamo il vocabolario, ha il significato di un qualcosa che deve essere automaticamente accettato , dando l’idea di una imposizione autoritaria irrazionale.Fratelli e sorelle ! Questi sarranno i dogmi dei partiti politici, delle ideologie filosofiche ecc. , ma non è il significato del dogma nel concetto ecclesiale. La Chiesa è stata mandata da Cristo per servire l’umanità, non per mettere delle imposizioni.La Chiesa non ha alcuna autorità per inventare dogmi. Il dogma ecclesiale dichiara che la “Verità” che si sta dicendo, come ad esempio quella di oggi di “Cristo Re”,  si trova già nelle Sacre Scritture. Il dogma è una Verità che esiste in forma velata o evidente, nella rivelazione di Dio. Non è quindi una imposizione che la Chiesa si inventa, imponendola ai credenti.Il dogma che celebriamo oggi , “Cristo Re” , si evidenzia dalle Sacre Scritture . Basta vedere quante volte la parola “re” è citata nel Vangelo. Come mai la Chiesa ha sentito la necessità di evidenziare questa Verità promulgando questo dogma ?Mio nonno non ha mai celebrato la festa di Cristo re perché è morto prima dell’anno 1925, anno in cui fu istituita da Papa Pio XI questa festa come festa liturgica della Chiesa cattolica. E perché fu istituita? Qui bisogna spiegare alcuni concetti. La Chiesa cattolica non è una scuola di filosofia che deve presentare la sua dottrina in blocco totalmente in un solo istante, la Chiesa cattolica è stata istituita da Cristo per il servizio dell’umanità e perciò risponde alle necessità dell’umanità che si evolve. E quali necessità ha avuto l’umanità nel secolo scorso? Il secolo scorso può essere chiamato il secolo dei totalitarismi: comunismo, nazismo, fascismo e vari sistemi minori ma simili, e tutti questi sistemi volevano costruire un uomo nuovo: l’uomo sovietico collettivizzato, l’uomo ariano il superman e l’uomo venuto dalla gens italica con tutta la genialità latina, ecc. Fratelli e sorelle, di fronte a questi modelli di uomo che sarebbero stati dei fallimenti (come la storia ci insegna), la Chiesa stabilì la festa dell’ “Uomo perfetto” , del migliore, del modello al quale tutti devono riferirsi, che è Gesù di Nazareth : il Cristo.Venne dichiarato  “Re” perché era scritto nella Sacra Scrittura. Gesù prigioniero ,  di fronte a Pilato che gli chiedeva se fosse re , così rispose : “Così è ! come tu lo dici.”, aggiungendo una frase molto importante per i teologi cristiani : “In hoc natus sunt” (sono nato per questo). Il profeta Zaccaria nella sua profezia dice così : “In quel giorno il Signore sarà Re di tutta la terra , ci sarà il Signore soltanto e sarà unico il suo nome”  (Zac. 14,9) . Questo è stato scritto cinquecento anni prima di Cristo, in occasione del ritorno in Palestina degli Ebrei dalla Babilonia, dove erano stati deportati. Evidentemente questo Re, per gli Ebrei, era Yahweh, il Dio unico.  I teologi cristiani, riflettendo sulla frase di Zaccaria e sulla frase di Gesù “In hoc natus sunt” (sono nato per questo,) hanno evidenziato come il Cristo è venuto per essere re nella sua natura umana, condottiero, pastore, guida di questo popolo che vagava sperduto nella storia , per ricondurlo alla Casa del Padre. Ecco qui, fratelli e sorelle, la grande riflessione dei pensatori cristiani: Cristo è “Re” non perché è Dio, ma è “la natura umana più perfetta” .  Il Verbo, seconda persona della Trinità divina, assume una natura umana la quale non è circoscritta dalla personalità umana ma è tendenzialmente tutta l’umanità e la sostiene nell’essere. Lo Spirito Santo (l’Amore di Dio) fa sì che il Verbo, abbia allo stesso tempo la natura divina e la natura umana , dando a quest’ultima una perfezione inimmaginabile .   San Tommaso d’Aquino dice: “Quanto più vicina è alla fonte, l’acqua è sempre più pura” e allora la natura umana di Cristo, che è quella più vicina a Dio perfezione infinita, è la natura umana più vicina alla fonte di questa perfezione infinita. E’ la più perfetta ed è stata destinata dal Padre ad essere la guida, la “prima” fra tutti.Ecco perché Cristo è “Re” in quanto uomo ! In quanto natura umana agganciata alla natura divina, è la più elevata espressione umana che possa esistere.Fratelli e sorelle , questa è la vera realtà della festa di oggi !Concludo ricordandovi quanto detto da Gesù a coloro che cercavano di mettersi in evidenza, ambendo i  primi posti di comando : “Io sono venuto per servire” (Mat. 20,28). Tutto il capitolo ventesimo dovrebbe essere letto e ricordato, in special modo da quei politici che si dichiarano “cristiani”, che dovrebbero fare un esame di coscienza. Qui è stabilito lo stile di autorità cristiana. L’autorità cristiana è per servire! ! Chi vuole essere primo deve essere l’ultimo! Devi essere al servizio dell’umanità ! Così, solo così, la politica è il “massimo dell’espressione della carità”,, come disse Papa Paolo VI , perché vero sacrificio per il bene comune di tutti.Questo nuovo stile di autorità, insegnatoci da Cristo, noi cristiani dobbiamo portarlo in famiglia , nella scuola , nella fabbrica, nell’ufficio , in tutte le comunità dove c’è una gerarchia, luoghi nei quali si ha un ruolo direttivo. Concludo consegnandovi una “chicca” di uno scrittore tedesco che vorrei la portaste a casa come ricordo di questa festività , e che dice così: “Il vero re non è colui che ha il suo trono a Berlino (capitale della Germania) ma è colui che ha il  trono nel cuore dei suoi concittadini” . Questo è il vero re ! Fratelli e sorelle , il nostro cuore, però, è una cassaforte che si apre solo da dentro , non ha maniglie da fuori. Siamo noi che dobbiamo aprire questa porta al Re che viene! Dobbiamo costruire per Lui il trono nel nostro cuore , così la regalità di Cristo sarà qualcosa di veramente reale. Ecco il nostro pratico coinvolgimento in questa solennità di “Cristo Re” . Così sia.

Ultimo aggiornamento ( domenica 21 novembre 2010 )
 
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