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51 Domenica 29^ Tempo Ordinario (Trovera' la fede?) rif. al 17/10/10 PDF Stampa E-mail

                    Ventinovesima Domenica del Tempo Ordinario 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

              Troverà la fede , quando verrà il Figlio dell’uomo?

Carissimi amici, fratelli e sorelle in Cristo.Il brano del Vangelo di oggi termina con un interrogativo, una domanda retorica che Gesù fa a se stesso:“Ma il figlio dell’uomo , quando verrà , troverà fede sulla terra?”  (Luc. 18,8). Da questa domanda vorrei oggi cominciare le nostre riflessioni.Come è nata la fede ? Come si è propagata ? Come è arrivata fino a te , a me , ad ognuno di noi ? Come conservarla ? Fratelli e sorelle , il Figlio del Padre , il Verbo, che è l’espressione totale e completa del Padre, ha assunto la natura umana nel progetto dell’Infinito Amore Divino (si è fatto uomo) , prendendo il nome storico di Gesù. Il Figlio di Dio, Gesù, è venuto per insegnarci “una forma nuova di rapporto con il Padre” , ed è ciò che noi chiamiamo “la fede cristiana”. La fede che Cristo ci ha insegnato è il rapporto fiduciario e fiducioso che dobbiamo avere con il Padre , attraverso il Figlio, nell’amore dello Spirito Santo. Dopo la risurrezione , a chi aveva accettato questo nuovo modo di rapportarsi con Dio, Gesù diede l’ordine di  spargere nel mondo intero la “bella notizia” che Dio ci è Padre , Dio ci vuole bene. Così i discepoli , gli apostoli, si sparsero per il mondo allora conosciuto, praticamente l’Europa. Nell’evoluzione storica, furono scoperti nuovi continenti( Africa, America, Asia).Con gli esploratori , i conquistatori , i colonizzatori di queste nuove terre, partirono anche i missionari per portare, in quei luoghi lontani, la “buona novella” . Così, per molti secoli, si è sparsa nel mondo la fede cristiana. Ma quando nel vecchio continente europeo cominciarono i periodi storici dell’illuminismo, del razionalismo, del materialismo e del relativismo,  cominciò a sgretolarsi la fede cristiana in Europa e per riflesso, anche in quei luoghi già raggiunti dai missionari. In conseguenza di questo ci fu un calo di vitalità cristiana e diminuirono i missionari , i religiosi , le religiose, i laici  disposti ad abbandonare la propria cultura per andare ad incarnarsi in altre culture  e poter lì impiantare la Chiesa per far conoscere il Cristo.La missionarietà si  è realizzata in due forme . Ai missionari di prima linea , gli evangelizzatori che andavano in terre lontane ad impiantare la Chiesa, si affiancavano  altri cristiani che , non avendo questa vocazione,  rimanendo nella propria nazione , si sentivano responsabili  della missionarietà , sostenendo l’azione dei missionari, con le preghiere e con l’offerta a Dio del sacrificio dei propri beni. Questo è ciò che noi dobbiamo continuare a fare anche oggi, domani e sempre perché la lettera agli Ebrei ci dice  :”Cristo è sempre lo stesso , ieri, oggi, domani e sempre” (Ebr. 13,8).Siamo anche noi  coinvolti in questo dovere di missionarietà. Anche se non abbiamo la vocazione di andare in terre lontane, dobbiamo sentire il dovere di predicare il Vangelo, sostenendo i nostri fratelli e sorelle con le nostre preghiere e con i nostri sacrifici spirituali (offrendo i nostri dolori e difficoltà) e materiali (sostenendoli con i nostri beni).Oggi però il panorama ha una nuova variabile per noi ! In Italia v’è stato un cambiamento negli ultimi decenni .Fratelli e sorelle, con le immigrazioni di gente di altre culture, di altre lingue , di altre razze, di altre religioni , di altra maniera di pensare e di fare , ci si trova spiazzati. Queste immigrazioni ci hanno portato moltissimi problemi di vita civile e comunitaria, di adattamento alle nostre leggi, problemi che devono essere risolti dagli incaricati della politica. Ma la domanda che ci dobbiamo porre noi è questa : “Noi , cristiani , obbedienti al mandato di Cristo che ci dice di andare e predicare il Vangelo  a coloro che non lo conoscono , cosa dobbiamo fare qui , noi , oggi ?”.E qui fratelli e sorelle ci soccorre l’aiuto del Magistero della Chiesa che già nel Vaticano II , in un documento il cui titolo è” Gaudium et spes” (40-45) , ci presenta la posizione della “città di Dio” (la comunità cristiana) nella “città degli uomini” (l’insieme di tutti noi che viviamo nello stesso paese). Ossia il rapporto tra noi cristiani e quelli che non la pensano come noi , nostri concittadini che seguono altre religioni, hanno altri principi culturali. Non possiamo qui approfondire il problema.Faccio però un accenno solamente a due o tre linee da portare avanti in questo campo. Prima di tutto il ”rispetto” . Rispetto verso che cosa?  Generalmente sentite dire “rispetto verso tutte le religioni” . Io farei una piccola distinzione. Qui non si tratta di entrare in un relativismo concettuale dicendo : “Tutte le religiosi sono uguali, ognuno la pensa come vuole”, come dire che la verità ha tantissime espressioni .No ! No!  La verità su Dio è una sola !Ma il rispetto che io devo avere, è il rispetto alla persona , anche se la pensa in forma diversa da me , perché questa persona è innanzitutto creatura di Dio ed è persona chiamata a diventare figlia di Dio . Anche per lei è morto Gesù Cristo! Anche se della Verità ha una conoscenza parziale, insufficiente.Ecco perché noi dobbiamo avere un rispetto massimo delle persone. Non vuol dire un relativismo per cui ogni religione è buona. La Verità è una sola ! Ma non tutti siamo nella stessa posizione di crescita nella scoperta della verità. Persino noi cristiani cresciamo , cambiamo , andiamo avanti  attraverso l’azione dello Spirito Santo il quale è presente e lavora, con “semi di cristianesimo”, anche in coloro che non credono.Questo è il rispetto alle persone, la prima cosa che dobbiamo avere. Noi non siamo superiori a nessuno! Siamo tutti creature di Dio chiamati tutti a diventare Figli di Dio ! Nessuno di noi è già arrivato , siamo tutti in strada, in cammino . La comunità ecclesiale è una comunità peregrinante , che va camminando verso Dio. Anche loro camminano , chi più avanti chi più indietro , ma tutti siamo sulla strada perché Cristo è morto per tutta l’umanità (bianchi, neri , gialli ) per cui ogni persona ha diritto al “rispetto sacro” della sua maniera di pensare, del suo essere attuale in rapporto con la Verità Assoluta che è Dio.La seconda cosa da focalizzare è che tutto questo noi lo dobbiamo “sostenere con la preghiera”. La crescita nella nuova forma di rapportarci con Dio , di agire , di pensare e quindi di essere (il cristiano è nuova creatura in Cristo) , noi l’otteniamo con la preghiera . Le letture di oggi ci indicano  come deve essere la preghiera : “costante” ed “insistente”. Mosè , con  l’ elevazione ininterrotta della braccia al cielo, sostenuta dall’aiuto del fratello Arone e dell’assistente Chur, è l’icona fondamentale della “preghiera costante”. Questa costanza è aumentata di grado nel Vangelo nell’insistenza molesta della vedova verso il giudice . Entrambi ottengono quanto desiderato, grazie alla “costanza ed alla “insistenza della preghiera” . Così dobbiamo fare anche noi !Cristo ci dice : “Andate e predicate”. Questo è il terzo punto , il più difficile . Come comunicare ? Fratelli e sorelle , in questo mondo nel quale ci troviamo , in una multicuturalità , con forme di religiosità diverse , contrarie alle nostre , noi dobbiamo predicare il Vangelo con il silenzio sonoro e fragoroso della nostra forma di vivere : con l’ esempio, con il nostro atteggiamento cristiano.Dobbiamo agire come i primi cristiani che  facevano stupire i pagani con il loro comportamento di fronte agli stessi problemi di tutti gli uomini, dando però ad essi una soluzione cristiana.Ma per fare questo è necessaria una conversione radicale a un cristianesimo che la deve smettere di essere “parolaio” , di facciata , di abitudini . Bisogna fare le cose per convincimento personale . Lasciare da parte il “buonismo scadente” che si accontenta di essere una brava persona che non ha ammazzato nessuno, che non ha mai rapinato una banca ecc. Non basta ! Bisogna essere portatori del Vangelo con il silenzio fragoroso delle nostre azioni , della nostra forma nuova di vita . Così prepareremo un mondo nuovo, apriremo la strada , sotto l’azione dello Spirito Santo, a questi nostri fratelli e sorelle che la pensano diversamente e che lo Spirito Santo orienterà verso la Casa del Padre. Fratelli e sorelle , tutto questo ve lo comunico con tutta l’illusione di un vecchio prete che ha vissuto la maggior parte della sua vita all’estero portando il Vangelo , sentendosi veramente chiamato dal Signore . Chi fa questo prepara una nuova umanità che poi nella casa del Padre si prolungherà nella felicità definitiva e totale, nell’eternità, dove Dio sarà tutto in tutti. Così sia .        
Ultimo aggiornamento ( luned́ 18 ottobre 2010 )
 
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