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46 Domenica 24^ Tempo Ordinario (Il perdono di Dio) rif. al 12/09/10 PDF Stampa E-mail

                     Ventiquattresima Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 15, 1-1)

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

                                 Il perdono di Dio

 La prima lettura di oggi porta a nostra considerazione, il capitolo trentaduesimo dell’Esodo che presenta la figura di Mosè che intercede presso Dio a favore dei suoi concittadini peccatori , dopo il  peccato di idolatria commesso da tutto il popolo ai piedi del Monte Sinai.La seconda lettura, invece, è una confessione di Paolo (1Tim. 1,12-17) :” Io ero stato un peccatore”, poi continua,”Questa verità è sicura, è degna di essere da tutti accolta : Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori”(1Tim. 1,15a).” E di questi il primo peccatore sono io” (1Tim. 1,15b).Nel Vangelo, l’evangelista Luca ci presenta tre bellissime parabole, molto significative ed incisive : un pastore che va alla ricerca della pecora perduta , una casalinga che ricerca per tutta la casa una moneta caduta a terra, e il padre misericordioso che accoglie a braccia aperte il figlio perduto che ritorna a casa. Nasce poi la festa gioiosa del ritrovamento.Su queste tematiche imposteremo la nostra riflessione odierna. In primo luogo rifletteremo su cosa è il perdono di Dio. Il perdono è un miracolo !Come mai ?Gli Ebrei avevano capito molto bene il valore del perdono. Un giorno Gesù disse ad un ammalato, dopo averlo sanato :”Va in pace ! Ti sono perdonati i tuoi peccati”. E lì si scatenò lo scandalo per gli Ebrei , perché perdonare era per loro una esclusività divina, di Dio(cfr.Matt.9,1-7) . Come mai ?  Perché perdonare è una “rigenerazione” , non è un far finta di niente, un dimenticare come generalmente facciamo noi. Dio fa una cosa spettacolarmente diversa : Dio ridà la vita, rigenera la creatura che ha perdonato. Perchè la rigenera ? Fratelli e sorelle, il peccato è  morte , è perdere la vita divina che era in noi , è perdere quell’amicizia con Dio che Lui ci ha comunicato. Offendendo Dio, rompiamo i ponti, rompiamo il contatto, perdiamo la vita divina che fluisce da Dio a noi . Per rimetterci in pace con Dio, Dio usa il perdono. E lo può fare solo Lui, perché solo Lui ci può ridare la vita. Lui solo è fonte di vita. Questo è un fatto veramente spettacolare, miracoloso.Ed ora passiamo ad un secondo punto che è più attinente alle letture di oggi.Dio non perdona con un compromesso, un mettiamoci d’accordo, un facciamo finta di niente ; Dio ci ridà la vita ma è interessatissimo a questa rinconciliazione , al volerci perdonare. Questo ce lo dimostrano le tre parabole che Luca ci presenta nel Vangelo : Dio va alla ricerca premurosa di chi questa sua vita l’ha perduta.Vediamo, nella prima lettura, un Mosè che si alza di fronte a Dio, di fronte alla giustizia divina, che poteva castigare benissimo quegli Ebrei  che avevano offeso Dio in forma inaudita, dopo il grande miracolo della liberazione dall’Egitto.Questo Mosè è la figura di Gesù : una icona profetica che preannuncia quello che farà Gesù per salvare l’umanità. Allora, fratelli e sorelle, il pastore, la casalinga e il padre misericordioso che ricercano i valori perduti o aspettano il figlio perduto che ritorna, sono “il tocco di come” Dio ci perdona. Dio non è un giudice; è un padre che ci accoglie e ci ridà la sua vita. Nel caso del pastore e della casalinga, la perdita li spinge ad una azione di ricerca attiva . Nel caso del padre che non può abbandonare la casa, la ricerca consiste nel salire ogni mattina sulla terrazza per vedere se in lontananza, sulla strada che porta alla casa, vede il figlio tornare. Ecco, fratelli e sorelle, queste figure che sono comprensibili alla nostra sensibilità umana, alla nostra ragione, alla prassi della nostra vita, sono solo pallide immagini , lontani riflessi della premura, dell’amore , dell’insistenza di Dio che in ogni modo cerca di sensibilizzare il bisogno nostro di ritornare a Lui liberamente.Questo avviene per mezzo di segni  di ogni genere con i quali ci circonda, quasi ci perseguita e che noi, non abituati al linguaggio di Dio, non avvertiamo.Però Dio vuole perdonarci ! Ha l’interesse sommo di perdonarci.Il terzo punto è : “e fecero festa”. Sia il pastore che la casalinga, ritrovati i beni perduti, chiamano i vicini, gli amici , i conoscenti e dicono loro di rallegrarsi ; il padre misericordioso fece una grande festa per il figlio che aveva recuperato. Alla preoccupazione attiva del pastore, alla premurosa sollecitudine della casalinga, alla bontà misericordiosa ed accogliente del padre, segue la gioia, l’allegria enorme, partecipata a vicini, amici , conoscenti e familiari. E’ l’esternazione di questa gioia, che parte dal profondo del cuore e si manifesta in una festa partecipata.Fratelli e sorelle, questo è il rapporto che Dio vuole avere con noi !Vuole essere sempre nostro amico e quando noi lo abbandoniamo , vuole recuperarci alla sua amicizia. Questo provoca un enorme gioia in tutta la comunità  terrena e celeste. In tutto il “Corpo Mistico di Cristo”.“Perché c’è più gioia in cielo per un peccatore convertito che per novantanove giusti che sono in pace con Dio”(Luc.15,7). Per quelli che siamo già in pace con Dio, che siamo già recuperati, la gioia è già consolidata ; ma per quelli che ritornano e sono riconquistati da Dio, la gioia esplode in una festa molto più appariscente che non la gioia di chi vive una situazione di amor di Dio già consolidata.Caro fratello, cara sorella che forse hai già butttato la spugna sul ring della tua vita, ricordati che Dio non ti ha abbandonato. Anche se stai vivendo lo spaventoso silenzio di Dio che non ti risponde come tu vorresti, ricorda che il profeta Isaia ci dice (Is. 55,8): “Le mie vie non sono le vostre vie, i miei metodi non sono i vostri metodi”, questo è il pensiero di Dio verso di noi. Non insistere fratello, sorella nel tuo smarrimento, abbandonati al progetto divino : Lui ti trarrà fuori ! Ma come ?Non ti preoccupare, fidati di Lui , è un problema suo. Lui, che tutto può fare, ed usa metodi assolutamente propri. Caro fratello, cara sorella, se nel “bailamme” della tua esistenza ti sei perduto/perduta tra i dirupi delle montagne della tua avventurosa vita, se sei scivolato/scivolata come la moneta sfuggita dalle mani della casalinga e il tuo vivere è bloccato, incastrato nelle fessure esistenziali della tua vita; fidati di Lui. Ti soccorrerà, ti rincorrerà, anzi ti sta già rincorrendo. Accenderà la luce, spazzerà le stanze, sposterà i mobili, percorrerà i sentieri di tutte le montagne, ma ti troverà se tu ti lasci trovare.         Fratello e sorella, se in certo momento della tua vita hai percorso sentieri che ti hanno portato lontano da casa; alzati ! Ritorna ! Perché un paio di braccia paterne ti stanno aspettando con amore per riabbracciarti calorosamente. Ricorda che :”Anche se il tuo cuore ti condanna, Dio è più grande del tuo cuore” (1 Giov.3,20), perciò accogliamo l’invito di San Paolo che ci esorta dicendo: “Vi supplichiamo, fratelli e sorelle, da parte di Cristo : lasciatevi riconciliare con Dio !” (2Cor. 5,20b).Così sia.

Ultimo aggiornamento ( sabato 11 settembre 2010 )
 
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