Home
Presentazione
Biografia
Pentagono della Sicurezza
Don Nicola con Noi
OMELIE Leggi
OMELIE AUDIO
Grazie Don Nicola
OMELIA Esequie
Ricordo Don Nicola
Catechesi sul Dolore
Contattaci
Scrivi un Messaggio
Collegamenti Web
Area Riservata
Cerca
38 Domenica 16^ Tempo Ordinario (L'ospite) rif. al 18/07/10 PDF Stampa E-mail

                                  Sedicesima Domenica del Tempo Ordinario 

  Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,38-42)

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

                                                           L’ ospite

La prima lettura, con un brano tratto dal Libro della Genesi, e la lettura del Vangelo di Luca, ci presentano due aneddoti storici in cui i protagonisti , Abramo nel primo caso, le due sorelle Marta e Maria nel secondo, esercitano il servizio dell’ospitalità verso i forestieri e verso un amico. Ci offrono l’opportunità di riflettere su di un particolare atteggiamento che dobbiamo avere verso il nostro “prossimo”. Questa riflessione si lega strettamente alla riflessione di domenica scorsa che ci presentava la figura del “buon samaritano”, con il suo rapporto esemplare verso il “prossimo” straniero. Osserviamo la realtà di alcuni nostri atteggiamenti di ospitalità, che generalmente abbiamo verso coloro che consideriamo ospiti stranieri ! C’è la posizione di chi considera l’ospite, il turista, un soggetto a cui “spillare” qualche dollaro in più ; c’è chi offre “lavoro in nero” per non pagare le dovute tasse ; c’è chi , permettendo un accesso indiscriminato di stranieri bisognosi, non offre poi loro una abitazione decente , un lavoro dignitoso ,scuola ed assistenza sanitaria giusta, traendone solo per sè benefici politici. Tutti questi, ed altri atteggiamenti simili verso coloro che in diverso modo consideriamo ospiti, hanno come obiettivo il profitto personale, l’interesse egoistico e non certamente il bene dell’ospite. Abbiamo , però , degli esempi biblici di accoglienza che sono paradigmatici per la nostra condotta. Nell’ Antico Testamento, oltre l’esempio di Abramo, ce ne sono tanti altri. Ne nominerò di sfuggita un paio. Il primo è l’accoglienza fatta dalla prostituta Raab, della città di Gerico, che considerando gli esploratori ebrei, mandati da Giosuè per controllare la situazione della città , come emissari di Dio che preannunciavano la caduta della città, li  aiutò a nascondersi dai soldati di Gerico che li perseguivano. Dio la premiò , preservando la vita sua e  quella dei suoi parenti dalla strage che gli ebrei fecero di Gerico (vedi Gios. Cap.2).Altro esempio di accoglienza ci viene dato nel libro secondo dei Re (Cap.4, 8-37) dove una famiglia della città di Sunam , riceveva ogni anno il profeta Eliseo perché considerato un vero uomo di Dio, tanto da costruire per lui nella propria casa una stanza che lo ospitasse . Furono premiati con il dono di un figlio che loro tanto desideravano. Nel Vangelo Gesù manifesta il suo pensiero nella parabola del padre misericordioso che riaccoglie in casa il figlio che era andato via a sperperare i propri beni con una vita dissoluta. Due giorni prima della Pasqua , Cristo comunicò ai suoi discepoli una regola d’oro che diceva così: “Tutte le volte che avete fatto ciò a uno dei più piccoli di questi miei fratelli , lo avete fatto a me”(Mat.25,40). Il giorno dell’Ultima Cena disse :”Chi accoglie uno che è mandato da me , accoglie me e  chi accoglie me  accoglie il Padre che mi ha mandato”(Giov. 13,20). In tutte queste accoglienze bibliche , l’obiettivo è chiaramente l’ospite ed il suo benessere .Ecco il pensiero di Gesù, e su questa linea di pensiero il meglio dei cristiani ha agito. Questi principii sono stati la loro linea di condotta. San Benedetto da Norcia, fondatore del monachesimo, stabilì per iscritto, nella regola di vita dei suoi monaci, il fatto che “l’ospite è il Cristo”. Di conseguenza , i monaci benedettini medioevali accoglievano i pellegrini con un rito quasi liturgico alla porta dei monasteri. Cosa dire dell’accoglienza dei malati che il fondatore dei Fatebenefratelli , San Giovanni di Dio, insegnò, costruendo ospedali in America Latina ? Di San Camillo de Lellis , fondatore dei camilliani , i cui fratelli sono tutti medici o infermieri al servizio dei malati? Del Cottolengo che raccoglie i reietti della società ? Di Madre Teresa di Calcutta , Padre Pio con la “Casa del Sollievo dalla sofferenza” e tanti , tanti altri , mossi solo dal fatto di vedere Cristo sofferente, bisognoso, sotto la maschera di chi chiede soccorso e ospitalità ?Fratelli e sorelle , dopo aver visto il livello aneddotico dei fatti storici narrati ed il livello di accoglienza che noi usiamo verso l’ospite  , vorrei fare una riflessione personale. Oltre questi livelli , vi è un livello misterioso che dobbiamo prendere in considerazione. Dobbiamo partire dalla costatazione che nulla succede per caso e questo ci permette di domandarci: “Perché mai il Signore ha disposto in tal modo affinchè mi incontrassi con questa persona , che mi succedesse questo avvenimento, in questa occasione ?” Questo ci è permesso farlo perché quando Abramo disse : “E’ ben per questo che siete passati dal vostro servo” (Gen. 18,5b) , gli ospiti non risposero, ma dopo essersi rifocillati, passarono dal livello aneddotico al livello superiore  e misterioso. Chiesero di Sara e presentarono l’annuncio della loro missione dicendo che sarebbero tornati l’anno dopo e che  Sara avrebbe avuto tra le braccia un figlio ; e così fu ! L’ anno seguente nacque Isacco , il Figlio della Promessa. Ecco il livello misterioso dell’ospitalità fatta da Abramo ai tre sconosciuti , sotto le querce di Mamre. Il livello misterioso consisteva nella missione di comunicare ad Abramo la nascita del “figlio della promessa”.Nel Vangelo Gesù , senza biasimare per nulla Marta che faceva il suo dovere di casalinga , dice:”.. Maria ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta” (Cfr. Luc.10, 42b) , perché l’incontro intimo con il Cristo nell’ascolto contemplativo è veramente la parte migliore dell’ospitalità.Anche per noi , la miglior parte di ogni incontro, di ogni ospitalità, di ogni accoglienza è quella di saper vedere la presenza misteriosa “del Cristo tra noi” (Cfr.Col.1,27) che ci viene indicata nella seconda lettura.Ogni gesto di accoglienza mi fa vedere Cristo in una luce speciale , differente da ogni altra volta che ho incontrato Cristo ; mi offre la possibilità di ascoltarlo per comprendere ciò che mi vuole comunicare in questa determinata occasione.Ecco l’importanza di ospitare Cristo nella nostra esistenza , sapendo che Egli si può manifestare sotto le parvenze di persone , di avvenimenti , di cose e di situazioni. Se questa accoglienza di Cristo si porta avanti con costanza, allora ne deriverà un crescente approfondimento del nostro rapporto personale con Lui.”Ascoltate: io sto alla porta e busso. Se uno mi sente e mi apre, io entrerò e ceneremo insieme, io con lui e lui con me”(Apoc.3,20). Così sia. 

Ultimo aggiornamento ( luned́ 12 luglio 2010 )
 
< Prec.   Pros. >