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23 Domenica di Pasqua (Questo Ŕ il giorno che ha fatto il Signore) rif. al 04/04/10 PDF Stampa E-mail

                                         Domenica di Pasqua 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
 

                Questo è il giorno che ha fatto il Signore  

Fratelli e sorelle ! Nel mondo intero , dove la chiesa di Cristo è presente, si alza oggi questo grido gioioso : “Questo è il giorno che ha fatto il Signore”. Le campane a stormo , i canti liturgici con la costante ripetizione del grido di trionfo : “alleluia” , ci indicano che siamo al culmine del progetto che Dio ha portato avanti : la salvezza dell’umantà smarrita .Questo è il “giorno dei giorni”. Ma come mai si da così tanta importanza a questo giorno? Fratelli e sorelle , anche qui è necessario , come in tutti gli altri aspetti della sacra liturgia , fare purificazione di false immaginazioni e precisare concetti. Innanzi tutto qui la parola “giorno” ha un significato molto più ampio di quello di un percorso di tempo di ventiquattro ore ,come usualmente pensiamo.Quì si tratta dello “Yom” ebraico ,ossia un “ periodo di tempo” che va oltre il concetto della celebrazione della Pasqua nella giornata odierna. Ha il significato di una dimensione nuova ,di un periodo nuovo che supera il semplice trascorrere delle ventiquattro ore. E’ un epoca , un era nuova che inizia oggi , in tono minore , e si proietta nell’eternità. E’ciò che la liturgia chiama nei suoi inni :”Splende nel giorno ottavo l’era senza tramonto” , ed ancora : “Gesù , Luce da Luce , Sole senza tramonto”. Ecco , anche se Dio è l’autore del tempo, e perciò di tutti i giorni della storia, è soprattutto autore di questo”ottavo giorno” , che non si colloca nella sequenza dei sette giorni ma li copre tutti, in parallelo ai giorni classici della settimana. In questo”ottavo giorno”:  “Cristo-Luce rischiara le tenebre nella notte del mondo”. E’ il momento in cui nasce il “giorno nuovo ,il mondo nuovo che non conoscerà mai più tramonto”. E’ la nuova creazione che inizia con la risurrezione del Cristo: ” Signore ,Stella del mattino ,Sole senza tramonto”. Risurrezione qui ,fratelli e sorelle, non è un ritorno alla vita che Cristo aveva, ma una entrata , un salto ad una nuova forma di vita, la vera vita che non va più verso la morte (come la nostra vita attuale). Oggi la natura umana di Gesù ,assunta dal Verbo, è catapultata in un nuovo sistema di leggi dettate dall’infinito amore  divino : lo Spirito Santo . Un sistema nel quale il dolore non esiste più , la morte non ha più senso nè potere . Tutta la materia (e quando dico materia intendo tutti gli elementi del sistema periodico di Mendeleiev : ossigeno , idrogeno , azoto ,calcio , carbonio ,silicio ecc… e tutti gli altri elementi chimici che formano la materia , strutturati nella dimensione per cui possiamo parlare di corpo umano) , questa materia è stata divinizzata perché il Cristo l’ha portata con se alla presenza di Dio sottoponendola a leggi assolutamente nuove. Questa nuova situazione , questa nuova dimensione divinizzante della materia del corpo di Cristo “che siede alla destra del Padre”,come si dice nel “Credo” , è veramente  spettacolare, inimmaginabile ed entusiasmante . Ma a stupore si aggiunge stupore perché ciò che è successo a Cristo in un istante , succede anche a noi , a poco a poco , in due fasi. Nel Verbo di Dio il ritorno dalla morte alla vita vera , è già successo in un istante , mentre in noi è successo e succederà . Perché questi due tempi? Un passato ed un futuro? Perché , fratelli e sorelle , la risurrezione che in Cristo avvenne definitivamente nel “mattino radioso della Pasqua di risurrezione” , per noi avviene in una prima fase , quella del battesimo, ed in una seconda fase alla fine dei tempi. Nella prima fase, sommersi nella morte di Cristo in forma misteriosamente sacramentale, siamo liberati dalla schiavitù del peccato, siamo posti ai cancelli dell’autostrada della salvezza. Ci vengono forniti tutti i mezzi necessari per percorrere questa pista di salvezza , ma solo se lo vogliamo.Ecco la prova della nostra scelta da fare nel periodo di questa vita terrena che va verso la morte fisica : una risurrezione dello spirito. Ma alla fine dei tempi , alla fine della storia del mondo , tutti i corpi , la materia intera, risorgerà per l’onnipotenza di Dio. I buoni per la felicità , mentre coloro che preferirono scegliere il loro personale progetto ,rifiutando quello di Dio , chiuderanno definitivamente il loro essere all’amore infinito di Dio. Sarà la risurrezione globale di tutti ed anche di tutto il cosmo ,come dice Paolo (Cfr. Rom 8,28) : “ L’universo intero geme aspettando la risurrezione dei figli di Dio”. Ecco perché questo è il “giorno” per eccellenza , perché in questo giorno Cristo ha vinto la morte , ha pagato il nostro riscatto , ha dato inizio alla nuova creazione risorgendo ad una nuova vita veramente definitiva. Così pure noi possiamo,se lo accettiamo ,crescere nell’incipiente risurrezione avvenuta nel nostro battesimo per ognuno di noi , per poi esplodere nella risurrezione finale ,alla fine dei tempi. Paolo nella lettera ai cristiani della città di Filippi in Grecia( Cfr. Fil. 4,4 ) dice :” Rallegratevi”  , perché il Cristo vi ha liberato ,”Voi appartenete al Signore , rallegratevi , lo ripeto”. Fratelli e sorelle, il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ha scritto che i cristiani sono uomini molto strani , dicono di avere un capo che ha vinto la morte , risorgendo ad una vita nuova di felicità e di pienezza , ma loro hanno tutti una faccia da funerale . Fratelli e sorelle, non diamogli ragione! Rallegriamoci perché Cristo ha vinto , e noi con Lui . Così sia.

 
Ultimo aggiornamento ( venerdý 02 aprile 2010 )
 
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