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18 Domenica 2^ di Quaresima (Dio creatore, Dio amico) rif. all' 01/03/10 PDF Stampa E-mail

                              Seconda Domenica di Quaresima

 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,28-36)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
 

                                 Dio creatore, Dio amico 

Fratelli e sorelle , generalmente tutti coloro che credono in una divinità,la collocano per lo più lontano dall’uomo ,in una situazione di distacco. I pastori delle steppe e dei deserti collocano il loro Dio nei cieli (culture uraniche dal greco uranos = cielo) , i pescatori, i cacciatori, i boscaioli collocano i loro dei nelle profondità delle acque sottomarine negli anfratti delle rocce ,nei boschi , nelle caverne  (culture ctoniche dal greco ktonos = profondo). Non è così nella tradizione cristiana che ci è giunta dalla radice ebraica ,tramite Gesù il Cristo . Infatti nei libri Sacri che formano la Bibbia , leggiamo questa affermazione :” Non c’è altra nazione che abbia Dio così vicino a se come la nostra”. Questo è il messaggio sul quale voglio intrattenermi con voi in questa riflessione domenicale della seconda domenica di Quaresima. Dio è creatore ma anche amico ed alleato .E’ passato dalla creazione al patto di amicizia. Creando Adamo,  Dio fece con questo soggetto un contratto: “Se osserverai ciò che ti ho raccomandato , il corrispettivo che riceverai sarà la tua felicità eterna” , e lo collocò nel giardino dell’Eden , giardino delle delizie e della felicità , simbolo di ciò che gli sarebbe toccato in definitiva se fosse stato fedele.Quando, dopo la caduta, l’umanità degenerò notoriamente ed il diluvio purificò la terra , Dio salvò Noè ed i suoi promettendo che non avrebbe permesso mai più la distruzione del genere umano e pose l’arcobaleno come segno di pace e di contratto tra Dio e l’uomo. Ma nella prima lettura della messa di oggi,fratelli e sorelle , nel rapporto con Abram che Dio stesso aveva scelto come radice del nuovo popolo, della nuova umanità ,lo stesso Dio si avvicina nuovamente a lui come ad uno quasi uguale , come ad un partner, non facendo con lui un contratto, ma un patto di amicizia ,di alleanza che continuerà poi a ripetere lungo i secoli. Questo patto di amicizia e di alleanza viene fatto secondo la tradizione locale dei pastori semiti, con lo spargimento di sangue delle vittime separando in forma simmetrica le parti del corpo della vittima e creando nel mezzo di esse una specie di corridoio attraverso il quale i contraenti dovranno passare dicendo:”Così succeda a me, se manco alla mia parola che ti ho dato”. Ecco il patto di amicizia tra l’uomo e Dio come la prima lettura ci riferisce. Questo patto non rimane l’unico , si approfondisce ai piedi del monte Sinai con un simbolismo crescente . E’ sempre presente il sangue delle vittime che però non viene sparso per terra  ma viene raccolto in catini e sparso sui contraenti , direttamente in contatto con i nuovi amici. Questo ha un significato molto simbolico. Ma il punto “clou” del patto di amicizia lo fa Dio con l’uomo sul Calvario dove l’unica vera ,definitiva vittima sparge il suo sangue. Si arriva al punto più alto dell’amicizia tra Dio e l’uomo. Qui bisogna prendere atto della bontà infinita e senza limiti di Dio , della sua creatività che nessuno avrebbe mai immaginato. Dio unendo il sacrificio del Calvario ad un segno sacramentale spettacolare che Gesù Cristo stesso istituì nell’Ulltima Cena con l’Eucarestia , permette al Sangue della Vittima Divina di essere assunto e bevuto, assimilandoci alla vita stessa di Dio.Disse il Signore: “Questo è il mio corpo ; questo è il mio sangue”. Questo è ciò che noi ripetiamo nelle messe che celebriamo.Così in tutte le domeniche abbiamo la possibilità non di ricordare ma di essere presenti al vero ed unico Sacrificio della Vittima. Ogni domenica abbiamo la possibilità di bere il sangue e di mangiare la carne di questa Vittima ,Gesù ,in forma sacramentale inventata da Dio . La genialità di Dio ci fa assumere e bere il sangue della Vittima Divina , ci nutre con la stessa carne sacrificale ,così Gesù, la Vittima perfetta, ci assimila a séstabilendo e rinforzando così , in continuazione, questo patto amicale. Fratelli e sorelle , vediamo come deve cambiare il nostro atteggiamento verso questa sacra liturgia domenicale. E’ necessario passare da un obbligo,da una semplice devozione, da un peso che mi blocca la domenica mattina ad un inserimento metastorico. Metastorico vuole dire oltre il tempo e lo spazio perché nel progetto del Padre, che per mezzo del Figlio si fa nostro amico nell’infinito amore dello Spirito sul Calvario,questo stesso sacrificio del Calvario, in forma sacramentale e misteriosa, ci fa superare il tempo e lo spazio.Ci proietta al di la della storia e della geografia , nella metastoria e nella metageografia, facendoci essere in contatto diretto con lo stesso ed unico sacrificio del Calvario. Fratelli e sorelle , qui allora deve cambiare assolutamente il nostro atteggiamento verso la Santa Messa. Concludo ricordando quello che Paolo ci dice oggi: “Fratelli rimanete saldi a quanto avete imparato”. Questa è una nuova visione della Messa domenicale che ci fa intravedere la nostra trasfigurazione e divinizzazione, accomunandoci alla trasfigurazione ed alla divinizzazione di Gesù che i tre discepoli poterono intravedere sul monte Tabor.Così sia , fratelli.  

 
Ultimo aggiornamento ( giovedý 25 febbraio 2010 )
 
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