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11 Battesimo del Signore rif. al 10/01/10 PDF Stampa E-mail

                                  Battesimo del Signore

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 3,15-16.21-22)

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

 

La festa odierna del Battesimo di Gesù nel fiume Giordano chiude il ciclo liturgico del Natale ma, allo stesso tempo, questa festa è considerata come la prima Domenica del tempo ordinario che, quest’ anno, dà inizio ad un pacchetto di sette domeniche che faranno da cuscino tra  questo ciclo natalizio e la prima domenica di Quaresima. Dicevamo anche che il mistero dell’Incarnazione, il Natale di Dio tra di noi, è un fatto complesso che la pedagogia liturgica presenta alla nostra considerazione per fasi. E’ una manifestazione progressiva: Dio ci fa conoscere il suo progetto di salvezza in una forma crescente. Prima a Maria e a Giuseppe tramite i messaggeri celesti, ad Elisabetta tramite la presenza di Gesù che è nel grembo di Maria, poi ai pastori di Betlemme nuovamente tramite gli Angeli, ed ai Magi mediante un fenomeno astronomico di tipo straordinario. Ebbene, oggi nella festa del Battesimo di Gesù, si aprono i cieli, si sente una voce tonante, si vede lo Spirito Santo discendere in forma di colomba, così come dice il Vangelo, e si ha ciò che tecnicamente è chiamata “Teofania”, ossia la manifestazione della Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo, che si manifesta non a gruppi specifici ma a tutto quel popolo che andava volenterosamente a farsi battezzare da Giovanni il Battista come simbolo esterno di adesione alla venuta prossima del Messia.Fratelli e sorelle, dopo aver dato queste coordinate della posizione liturgica di questa festa, dobbiamo passare ad alcune considerazioni sul fatto in se stesso. Che cosa significa questo Battesimo, che proiezioni ha? Giovanni dice immediatamente: ”Io vi battezzo con acqua, ma verrà uno dopo di me che vi battezzerà in fuoco e Spirito Santo”. Giovanni stabilisce così la qualità del suo segno battesimale in paragone con il segno battesimale che Cristo dirà poi ai suoi apostoli di eseguire in futuro. Quello di Gesù Cristo sarà un Battesimo di fuoco nello Spirito Santo in contrasto radicale con l’ acqua così, come il fuoco è in contrasto radicale con l’acqua. Il Battesimo fatto da Giovanni in effetti non perdonava di per sè il peccato. La riflessione teologica fatta molti anni fa dal teologo Cardinale Billot in uno dei suoi testi di teologia sosteneva che il Battesimo di Giovanni di per sé non poteva perdonare i peccati perché il Cristo non era ancora morto e risorto, quindi non aveva ancora pagato il debito dell’umanità. Però, possibilmente, quel Battesimo, tramite la personalità di Giovanni e il clima che aveva creato attorno a sé, poteva far sì che nelle persone già ben disposte nascesse qualche sentimento di pentimento, di ripensamento, di richiesta di perdono per le proprie malefatte, eccetera. E su questo tasto batteva il discorso di Giovanni. Così alcune persone avrebbero potuto sentire questi sentimenti e rivolgersi a Dio chiedendo il perdono e Dio avrebbe perdonato in forma indiretta, in vista dei meriti futuri, in vista  della morte del Cristo e della buona volontà del richiedente. Questo era il Battesimo di Giovanni ma di per sé era solo una adesione ufficiale e pubblica alla venuta del Messia che stava proprio nella maturazione dei tempi che era già arrivata anche nel sentimento del popolo che stava in attesa molto seriamente del Messia promesso dalla Scrittura. Giovanni però dice: ”Lui vi battezzerà nel fuoco dello Spirito Santo” quindi dichiarava loro la venuta di un Battesimo totalmente differente e più potente come potente è il fuoco dello Spirito Santo, capacità infinita dell’energia d’amore che si interscambiano Padre e Figlio tra di loro. E l’ulteriore rivelazione, specie mediante l’apostolo Paolo, spiegherà che nel segno battesimale di Cristo nel quale noi stessi siamo stati battezzati, abbiamo partecipato misteriosamente, in forma sacramentale, ossia in un atto sacro voluto da Dio per noi, alla morte di Cristo.Siamo stati sepolti nella sua morte dice il testo e poi, evidentemente, non siamo rimasti morti, ma come dice il testo siamo rinati ad una vita nuova che è la stessa vita della Santissima Trinità nella forma in cui una creatura può partecipare ad essa. E’ questo ciò che importa come dice la Sacra Scrittura nella lettera ai Galati, capitolo 6 versetto 15 seconda parte: ”Ciò che importa è essere nuova creatura in Cristo”. E’ su questo che noi dobbiamo riflettere seriamente e sulle conseguenze pratiche e concrete che questo comporta. Siamo nati a una vita nuova; riceviamo, in questa nascita, la fisionomia spirituale di Gesù, il Signore. Nasciamo con la sua fisionomia spirituale. Come Lui è Re, Profeta, Sacerdote, anche noi siamo con Lui dei Re nel senso biblico che equivale al ruolo di Guide. Siamo, copiando una frase politica detta diversi anni fa, l’avanguardia cosciente dell’umanità. Apriamo  la marcia di questo enorme gruppo umano verso la Casa del Padre per formare la vera, totale e completa Famiglia di Dio. In Cristo, come Lui che è Profeta, anche noi siamo Profeti ossia proclamiamo che c’è più futuro che passato perché nella Casa del Padre c’è la felicità totale e sarà una felicità definitiva, eterna, senza tempo, senza tramonto. Siamo anche Sacerdoti come lo è il Cristo; essere sacerdoti significa dotati di sacralità, perciò consacrati tutti interi al Padre in Cristo nell’amore infinito che è lo Spirito Santo. Però ogni sacerdote è anche dotato di sacralità attiva il cui ruolo è di far diventare sacro tutto ciò che facciamo e viviamo e siamo. Ecco allora che la vita cristiana è la misteriosa anticipazione partecipata della vita divina. Perciò, fratelli e sorelle, essere cristiani non vuol dire avere un’idea sul mondo, sull’uomo, su Dio, sulla bontà, sulla pace, no, no; essere cristiani vuol dire vivere in una dimensione che ci oltrepassa, che ci trascende. E’ una dimensione misteriosa che non ci toglie dalla realtà quotidiana. Come ha detto Gesù al Padre : ”Non ti chiedo che tu me li tolga dal mondo, ma che li preservi dal male” ossia che li faccia vivere con una nuova vita che ha un altro sapore, che ci fa impegnare con un’altra responsabilità. Non basta essere persone brave per potersi dire cristiani. Nel mondo vi sono molteplici brave persone, anche tra i non credenti, anche tra i  non cristiani, ma questo  non basta per noi. Noi dobbiamo scoprire la realtà misteriosa sacramentale del nostro essere cristiani, ossia uomini normali come gli altri che vivono le cose come gli altri ma avvolti in un mistero d’amore, con una trascendenza diversa, con una marcia in più. Dobbiamo pure approfondire, sotto l’azione dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto col sacramento del Battesimo e con la Cresima, in forma speciale questa stessa idea, in modo tale che sotto l’azione dello Spirito Santo diventi motore di azione delle nostre vite. Questo è l’obiettivo finale della nostra riflessione sul Battesimo. Solamente così il nostro Battesimo iniziale si sarà sviluppato pienamente ed arriverà fino ad una nostra identificazione con Cristo per salvare, insieme a Lui, l’umanità intera. Così  potremo dire di noi: ”Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” come dice l’Apostolo Paolo. Così sia.

Ultimo aggiornamento ( domenica 10 gennaio 2010 )
 
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