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4 Domenica 3^ di Avvento (Acqua e fuoco) rif. al 13/12/09 PDF Stampa E-mail

                                      Terza Domenica di Avvento

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 3,10-18)

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
 

                                      Acqua e Fuoco 

 Nella liturgia della parola di questa domenica, troviamo molti verbi e parole che descrivono una situazione di gioia ,di allegria ,di giubilo . Per scoprire qual’ è il messaggio che le scritture di oggi ci vogliono proporre per meditazione ,leggeremo alcune parole che vi sono nelle tre letture di oggi. Il profeta Sofonia dice : “Gioisci,esulta ,rallegrati Israele figlia di Sion ,figlia di Gerusalemme. Il Signore esulterà di gioia ,si rallegrerà con grida di gioia”.Il salmo responsoriale dice : “Vieni in mezzo a noi Dio della gioia”. Paolo nella lettera ai Filippesi insiste  :”Rallegratevi,ve lo ripeto , rallegratevi”. Luca nel Vangelo presenta le risposte di Giovanni il battezzatore alle domande della gente che , nel sentire la parola “convertitevi “ ,chiedeva cosa dovesse fare ,come agire ognuno nel proprio campo Giovanni risponde con precisione a tutti e poi stabilisce la sua posizione, ossia che lui battezza con acqua , sommerge nell’acqua ma Colui che verrà ,dopo di lui ,li sommergerà nel fuoco dello Spirito Santo.Ecco ,Giovanni insiste nel passare da una situazione fredda dell’acqua alla gioia del caldo del fuoco . Fratelli e sorrelle ecco il messaggio sul quale oggi dobbiamo riflettere : la gioia nel piano della salvezza. Nella lettura dell’Antico Testamento troviamo frammischiati tra i vecchi sentimenti di dolore per le sorti toccate a Gerusalemme in particolari momenti della sua storia, troviamo anche sentimenti di gioia ,di allegria, certamente per il futuro, ma anche per il presente.  Ad esempio : “Dio è con noi  , chi può qualcosa contro di noi?” . Il profeta Isaia specialmente dice : “Rallegrati Gerusalemme , il Signore viene “ e lo stesso Isaia dice : “ Attingerete con gioia alle fonti della salvezza” e poi “cantate inni al Signore,cantate inni  e gridate giulivi ed esultate abitanti di Sion perché  grande è in mezzo a voi il santo d’Israele“ .Ed il salmo 80 : “Esultate in Dio nostra forza, acclamate al Dio di Giacobbe” ecc. Qual’è la causa di questa gioia? Da dove scaturisce ? Da quale profondità proviene?Questa gioia proviene dalla sicurezza di avere Dio in mezzo ad Israele , in mezzo al suo popolo . Nella lettura di oggi , tratta da Sofonia , questo tema dell’allegria è di una spettacolarità  veramente notevole.Qual è la storia della gioia nel Nuovo Testamento ,dopo la venuta di Cristo? Vorrei raccontarvi qualcosa di molto personale. Tanti anni fa , più di mezzo secolo fa , quando il Signore mi destinò al servizio della comunità ecclesiale con il sacramento dell’ordine sacerdotale , cadde tra le mie mani un libro che non ho più dimenticato. Siccome sono convinto profondamente dal punto di vista teologico che nulla accade per caso, ma che dietro a quanto ci succede vi è sempre la mano di Dio che l’orienta verso il bene di coloro che lo amano, come dice la lettera ai Romani cap. 8° versetto 28, sento il dovere di comunicare anche a voi il contenuto di quel libro che ho letto varie volte ma che soprattutto non ho mai dimenticato.Credo di avere trovato quel libro precisamente per comunicarlo a tutti coloro che avrei incontrato , ed è quello che ora faccio con voi . Il titolo era : “L’allegria nell’amore di Dio” e l’autore il teologo, professore Michael Muller tedesco (della Theologische Hochschule dell’Univesità di Bamberg in Germania) che sosteneva la tesi che nella chiesa cattolica vi sono molte forme di spiritualità che si esprimono con sfumature differenti es. Benedettini , Francescani ,Gesuiti , Salesiani. Gli studiosi definiscono la spiritualità come una peculiare sensibiltà e risonanza a certe verità evangeliche , differenti per ognuno di noi ,senza però dimenticare le altre verità del Vangelo. L’autore del libro affermava che tutte le spiritualità si possono raggruppare in due grandi filoni che si rivolgono l’uno al salmo 50 “Miserere” attribuito al re Davide che chiede perdono per il suo peccato, implora la misericordia divina ,orienta la sua spiritualità verso la Croce del Cristo ,verso il sacrificio ,il dolore che paga per i nostri peccati. E’ una spiritualità molto sensibile a questo aspetto del dolore e della riparazione e perciò la richiesta della misericordia di Dio. L’altro filone invece , non è che non prenda in considerazione il dolore , ma sottolinea la bontà e la grandezza di Dio nei suoi immensi ed incomparabili doni e benefici che Egli ha fatto all’umanità intera ed ad ognuno di noi in particolare. Questo filone ha la sua radice nel Magnificat della Vergine S.S. quando Elisabetta Le comunicò che la Sua nuova creatura sarebbe stato il Figlio di Dio.” L’anima mia loda la grandezza del Signore “ disse Maria ,” grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente , Colui che tutto può”. Questo filone di spiritualità che privilegia la gioia e l’allegria, si è prolungato fino ai nostri tempi , come anche si è prolungato l’altro , ed ogni filone ha i suoi campioni come ad esempio  S. Paolo della Croce per quello del dolore mentre ad esempio S. Francesco di Sales, ispiratore della società salesiana è quello che ha fatto dell’allegria  l’espressione giovanile della santità dell’amore a Dio . Noi salesiani ricordiamo la frase che l’allievo di Don Bosco, S.Domenico Savio , disse ad uno dei suoi compagni che era preoccupato per il concetto di santità ,dopo avere ascoltato una predica . S.Domenico Savio lo tranquillizza dicendo : “ Noi facciamo consistere la santità nello stare sempre allegri”. Fratelli e sorelle ,ecco qui l’importanza di questa gioia nella nostra vita cristiana . Per concludere ,non vorrei lasciar cadere la frase ultima di Giovanni nel Vangelo che riferisce di battezzare immergendo nell’acqua ma verrà uno che vi battezzerà sommergendovi nel fuoco.  Ecco il contrasto simbolico di due elementi  naturalmente contrapposti ,l’acqua che spegne il fuoco ed il fuoco che può fare evaporare l’acqua . Ho pensato a queste icone, acqua e fuoco, per riflettere sul cristianesimo che vediamo intorno a noi . Generalmente un cristianesimo lagnoso , freddo , che si lamenta di tutto ; un cristianesimo che tende sempre al basso ,al conformismo per il peso delle sue strutture ,con la stanchezza delle cose fatte , un cristianesimo che perde sprint , che non ha interessi vitali nuovi e si accontenta del compimento di un dovere. Tutto questo è in contrapposizione ad un cristianesimo di fuoco ,gioioso ,fiammeggiante , con fiamme che puntano al cielo , che scaldano ed illuminano e crepitano di gioia quali sono le vite dei cristiani modello. Possiamo nominare una S. Teresa di Calcutta o tanti altri santi moderni ,antichi ,conosciuti,  sconosciuti , uomini e donne come noi che Dio ha santificato nei vari campi della vita quotidiana. E’ assolutamente necessario passare dall’acqua al fuoco .Se per loro è stato possibile questo passaggio ,da un cristianesimo appiattito ,annacquato , freddo ad un cristianesimo gioioso ,crepitante ,entusiasmato ed entusiasmante ; perché non lo possiamo fare anche noi? Un giorno Gesù disse :”Sono venuto ha portare il fuoco sulla terra e che cosa voglio se non che si accenda ? “ . Ecco la richiesta di Gesù. Cosa attendiamo per soddisfarlo con il cambiamento della nostra vita ? Così sia.

 
Ultimo aggiornamento ( sabato 12 dicembre 2009 )
 
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